La chiusura dell’ultimo calciomercato ha consegnato ai fantallenatori una serie di indicazioni ufficiali relative ai ruoli dei nuovi arrivati, con particolare attenzione alle differenze tra il listone Classic e quello Mantra. Dopo il live che ha seguito tutti gli acquisti dell’ultimo giorno, emergono alcune posizioni dubbie che meritano una lettura attenta in chiave asta e gestione della rosa. Di seguito vengono approfonditi i casi principali, squadra per squadra e ruolo per ruolo, per evitare errori di collocazione nelle leghe che adottano il Mantra.
I centrocampisti tra Classic e Mantra
Il reparto di centrocampo presenta il maggior numero di profili con doppia etichetta nel listone Mantra. Pedro Goncalves, tesserato dalla Fiorentina, viene considerato centrocampista puro nel Classic, mentre nel Mantra la sua scheda riporta le sigle W e T. Questa doppia collocazione permette di leggerlo come esterno o trequartista, a seconda delle necessità di formazione.
Analoga situazione per Mbangula, nuovo elemento del Bologna: anche in questo caso il Classic lo inserisce tra i centrocampisti, ma il Mantra aggiunge la sigla A a quella W. Per chi utilizza il listone Mantra, quindi, il giocatore può essere impiegato anche in un ruolo più avanzato.
Jovanovic, arrivato all’Udinese, segue la stessa linea di Pedro Goncalves: centrocampista nel Classic, con doppia indicazione W e T nel Mantra. Il profilo dell’Udinese va monitorato nelle aste perché la possibilità di schierarlo in due posizioni differenti può aumentarne il valore strategico.
Chiude il quadro dei centrocampisti T. Fernandez, nuovo acquisto del Venezia. Il Classic lo cataloga come centrocampista, mentre il Mantra gli assegna le sigle T e A. Questa combinazione lo rende una figura ibrida tra il trequartista e l’attaccante, un dettaglio da non sottovalutare in sede di costruzione della rosa.
Gli attaccanti tra conferme e doppie valenze
Nel reparto offensivo, Robinho Jr del Genoa viene confermato come attaccante nel Classic e la scheda Mantra riporta esclusivamente la sigla A. Nessuna doppia valenza per lui, ma la sua collocazione è netta e va considerata in base al listone scelto dalla lega.
Gnonto, passato alla Fiorentina, presenta invece una doppia lettura: nel Classic è attaccante, mentre nel Mantra può contare sulle sigle W e A. Questa duttilità lo colloca tra i profili offensivi più interessanti per chi gioca con il listone Mantra, perché può essere schierato sia come esterno offensivo sia come attaccante puro.
Zeballos, nuovo innesto del Monza, è attaccante nel Classic e mantiene la sola sigla A nel Mantra. Anche in questo caso la collocazione è univoca, senza particolari ambiguità da sciogliere.
Woltemade, arrivato alla Juventus, rientra ovviamente tra gli attaccanti nel Classic e anche nel Mantra riceve la sigla A. La formula utilizzata dalla fonte sottolinea come la sua posizione non presenti dubbi interpretativi.
I difensori duttili per il listone Mantra
Passando al reparto arretrato, Patterson del Torino viene classificato come difensore nel Classic, mentre il Mantra gli riconosce le sigle Dd ed E. Questa doppia etichetta lo rende utilizzabile come difensore destro o come esterno, offrendo soluzioni interessanti in fase di schieramento.
Drameh, nuovo profilo del Genoa, presenta una duttilità ancora più ampia: nel Classic è difensore, ma il Mantra gli attribuisce le sigle Dd, Ds ed E. La tripla collocazione permette di impiegarlo su entrambe le corsie difensive o come esterno, un vantaggio non banale per i fantallenatori che amano coprire più zone del campo con un solo giocatore.
Queste assegnazioni ufficiali di Leghe Fantacalcio aiutano a orientarsi nella fase di preparazione dell’asta e nella composizione della rosa, soprattutto quando il listone Mantra introduce sigle multiple che possono cambiare il valore e l’impiego di un calciatore rispetto al Classic.
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