Un finale di campionato rocambolesco, che ha dato degli esiti inaspettati e sorprendenti. Parliamo di Serie A e delle quattro squadre qualificate per la Champions League 2026-2027, cioè Inter, Napoli, Roma e Como. Un bel segnale per il movimento nazionale, che torna a presentarsi in forze nella massima competizione continentale. Ma quali sono le reali ambizioni delle nostre compagini portacolori? Sollevare quel trofeo, per il calcio italiano, resta un’impresa complicata: l’ultima squadra tricolore a riuscirci è stata proprio l’Inter, ormai diversi anni fa. Proviamo ad analizzare la situazione di ciascuna delle quattro qualificate.
L’Inter, la più accreditata
Prendendo in esame le sole squadre italiane, l’Inter appare naturalmente come la più accreditata dai media e dalle scommesse circa la Champions League, fosse già solo per le due finali disputate negli ultimi anni. I nerazzurri, campioni d’Italia in carica, hanno l’organico e soprattutto l’esperienza per puntare in alto anche in Europa, dove sono ormai una presenza fissa nelle fasi decisive. Resta il rammarico per gli ultimi atti persi, ma proprio da quelle delusioni la squadra vuole ripartire per compiere l’ultimo passo. L’esperienza accumulata palcoscenico dopo palcoscenico è un patrimonio che nessun’altra italiana può vantare al momento, e che potrebbe fare la differenza nelle notti che contano davvero.
Napoli e Roma tra ambizione e realtà
Il Napoli, ora guidato da Massimiliano Allegri, riparte con l’obiettivo di ben figurare dopo aver rinforzato la rosa e aver mancato gli appuntamenti più importanti la scorsa stagione. Ma allo stesso tempo il club è ben consapevole che il salto di qualità in Europa richiede tempo. Ma i partenopei, a parte il flop di tre stagioni fa, hanno sempre dimostrato di giocarsela nell’alta classifica nazionale, acquisendo contemporaneamente esperienza a livello europeo. Discorso simile per la Roma di Gian Piero Gasperini, che torna in Champions dopo sette anni di assenza. Per i giallorossi sarà fondamentale onorare al meglio una vetrina tanto prestigiosa quanto insidiosa. Entrambe possono ambire a superare la prima fase, ma difficilmente vengono considerate tra le favorite assolute per il trofeo. Molto dipenderà dal cammino nel girone unico e dalla capacità di gestire le energie tra campionato e coppa, un equilibrio che in passato ha spesso tradito le italiane.
Como, il sogno di una debuttante
La vera favola è però quella del Como, alla sua primissima apparizione in Europa. Un traguardo festeggiato in maniera quasi incredula dalla tifoseria. Una squadra che fino a pochi anni fa militava addirittura in Serie D e che oggi si ritrova, quasi incredibilmente, tra le grandi del continente. Per i lariani sarà soprattutto un’esperienza da vivere e da cui imparare, con la consapevolezza di partire indietro nelle gerarchie ma anche con l’entusiasmo di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. Il solo fatto di essere arrivati fin qui, del resto, rappresenta già un successo straordinario per un club che ha saputo risalire tutte le categorie nel giro di pochissimo tempo, costruendo un progetto ambizioso e attento anche al bel gioco.
Un’utopia? Non del tutto
Definire un’utopia la vittoria finale sarebbe forse eccessivo, ma la concorrenza delle corazzate inglesi, spagnole e tedesche resta durissima. Sono squadre più attrezzate a livello tecnico, molte con una maggiore esperienza e struttura interna per affrontare il calcio internazionale. Il calcio italiano, negli ultimi anni, è rimasto in generale più indietro, perdendo strada nei confronti degli altri campionati ma, come ha sempre dimostrato, ha ‘sette vite’ e può giocarsi le proprie carte fino in fondo. Di certo quello che servirà sarà continuità, un pizzico di fortuna nei sorteggi e la capacità di reggere l’urto delle notti europee più calde. Le premesse per stupire, in ogni caso, non mancano. C’è però un dettaglio non da poco legato al format attuale. Con il nuovo sistema a fase campionato, infatti, le squadre eliminate non retrocedono più in Europa League, come invece accadeva un tempo. Chi non rientra tra le prime posizioni della classifica unica saluta semplicemente le coppe. Ecco perché, soprattutto per Roma e Como, sarà necessario dare il tutto per tutto per onorare la competizione: quella dimensione europea alternativa, comunque gradita, non è più a disposizione come paracadute. Vincere resta un sogno lontano, ma anche solo restare a lungo in corsa avrebbe il sapore di un piccolo traguardo.





