Dopo 575 giorni di assenza dalle competizioni europee, il Milan torna a calcare il palcoscenico continentale affrontando il Benfica in Europa League. Una competizione mai conquistata dai rossoneri, nonostante i 18 trofei internazionali in bacheca. L’ultima apparizione risale al febbraio 2025, quando il club fu eliminato dal Feyenoord nei playoff di Champions. Oggi, con una formazione rimaneggiata dal tecnico Ruben Amorim, il Diavolo cerca di scrivere una nuova pagina di storia.
La scelta discutibile di Amorim
Nonostante l’attesa di oltre 65mila tifosi a San Siro, il tecnico portoghese sembra orientato verso un approccio cauto. Diversi big come Gila, Rabiot, Moreira e Pulisic potrebbero essere lasciati a riposo, scelta che solleva perplessità considerando l’importanza dell’appuntamento. Una decisione ancor più sorprendente vista la tradizione che lega le due squadre, con due finali di Coppa dei Campioni vinte dal Milan contro i portoghesi.
Il peso della storia
L’incontro odierno rievoca memorie glorioso: la doppietta di Altafini a Wembley nel 1963 e il gol di Rijkaard a Vienna. Non solo: Rui Costa, oggi presidente del Benfica, fu protagonista della vittoria rossonera in Champions 2003. Intrecci sentimentali che rendono la sfida ancora più carica di significato.
Il pericolo Pavlidis
I lusitani arrivano all’appuntamento come una delle squadre più prolifiche d’Europa, con 21 gol in 6 partite di campionato. Il greco Vangelis Pavlidis, autore di 14 reti stagionali, rappresenta la minaccia principale. Ironia della sorte, il centravanti del Milan Gonçalo Ramos – ex Benfica – cerca ancora la via del gol in Serie A dopo un avvio sottotono.
La speranza nei giovani
In attacco, le speranze rossonere si appuntano sui giovani Omari Hutchinson e Alphadjo Cisse. Il primo ha mostrato lampi di qualità contro la Lazio, mentre il secondo – già autore di gol importanti – è entrato nel radar del ct Roberto Mancini. Sarà loro compito alimentare l’attacco e risollevare le sorti di Ramos.
Analisi AreaGoal
La scelta di riservare diversi titolari appare rischiosa contro un avversario di qualità come il Benfica. Se da un lato preserva energie per il campionato, dall’altro rischia di compromettere subito il percorso europeo. La squadra di Amorim deve trovare rapidamente un’identità di gioco chiara per non sprecare questa opportunità continentale.
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