Bari, corsa contro il tempo per la multiproprietà

Bari, corsa contro il tempo per la multiproprietà

La situazione del Bari calcio si fa sempre più intricata con l’avvicinarsi della scadenza del 2028 sul divieto di multiproprietà nel calcio professionistico. Le trattative per la cessione della squadra sono avvolte nel mistero, con cifre che potrebbero superare i 30 milioni. Intanto, le istituzioni locali si schierano contro la società, chiedendo un ritorno al protagonismo sportivo e rifiutando l’utilizzo degli impianti sportivi.

Multiproprietà e scadenze imminenti

Il club pugliese deve fare i conti con le norme federali che vietano la multiproprietà a partire dal luglio 2028. Questo scenario mette pressione sulla società per trovare una soluzione, sia attraverso una proroga che con una cessione definitiva. Le trattative restano segrete, ma le voci parlano di richieste economiche consistenti.

Le reazioni delle istituzioni

La politica locale si è unita nel criticare la gestione del Bari. Romito, esponente dell’opposizione, ha sottolineato la necessità di riportare lo stadio a essere un tempio del calcio. Bozzo, del Pd, ha esortato i sindaci della provincia a seguire l’esempio di Leccese, negando l’accesso agli impianti sportivi al club.

Analisi AreaGoal

La situazione del Bari è delicata e riflette le tensioni tra società e territorio. Con la scadenza del 2028, la multiproprietà diventa un nodo cruciale, mentre le istituzioni spingono per un cambio di rotta. Le trattative per la cessione potrebbero risolvere la crisi, ma le richieste economiche rischiano di complicare ulteriormente il quadro.

🔥 Dal Campo: Scopri subito chi gioca oggi e leggi le nostre Analisi Predittive aggiornate.

Torna in alto