Dalla delusione dei Mondiali alla finale di Champions League, Riccardo Calafiori vive una stagione straordinaria con l’Arsenal. Il difensore italiano, fresco campione di Premier League, si prepara ad affrontare il Psg nella finale europea mentre riflette sul suo percorso, dalla Roma alla Premier, passando per le emozioni personali e il rapporto con Mikel Arteta. In un’intervista al Corriere dello Sport, Calafiori svela retroscena, ambizioni e il legame speciale con i compagni di nazionale.
Il sogno Premier e la finale di Champions
Conquistare il titolo inglese nel giorno del suo compleanno è stato per Calafiori un momento indimenticabile. «Vincere la Premier era tra i miei obiettivi più grandi», confessa il difensore, sottolineando come la vittoria sia arrivata in modo inaspettato ma perfetto. Ora l’attenzione si sposta sulla sfida contro il Psg, un’occasione unica che il giocatore affronta con determinazione: «Queste chance possono capitare una volta sola».
Il ruolo chiave di Arteta
L’exploit di Calafiori è strettamente legato alla fiducia di Mikel Arteta. «All’inizio non me lo aspettavo», ammette il difensore, riconoscendo come l’allenatore abbia rivoluzionato l’Arsenal creando un progetto a lungo termine. Un approccio che in Italia, secondo il giocatore, sarebbe difficile replicare: «Qui hanno dato tempo e spazio, trasformando completamente il club».
Il legame con la Roma e la Serie A
Nonostante il successo in Premier, Calafiori non dimentica le origini. «Un giorno mi piacerebbe tornare», dice riferendosi alla Roma, squadra in cui ha mosso i primi passi. Tiene particolarmente ai vecchi compagni, come dimostrano i messaggi scambiati con Mancini, Cristante e Pellegrini in occasione del suo compleanno e del ritorno giallorosso in Champions.
Il confronto tra Premier e Serie A
«La differenza c’è ed è evidente», afferma senza giri di parole il difensore, descrivendo lo shock iniziale nel confrontare i due campionati. A colpirlo soprattutto la mentalità: «In Inghilterra tutto è studiato per ottimizzare il recupero tra le 60 partite stagionali». Una filosofia che ha inizialmente messo in dubbio le sue capacità: «Pensavo non avrei mai giocato».
Le delusioni con la Nazionale
Tra i ricordi meno felici, l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali e la sconfitta in Bosnia pesano ancora. «È stata dura», confessa Calafiori, che ha scelto di non rivedere quelle partite. Un dolore mitigato solo dall’impegno con l’Arsenal, mentre la scelta di Gattuso alla Lazio strappa un sorriso ironico: «Mi dispiace un po’ per dove è andato».
Analisi AreaGoal
L’intervista di Riccardo Calafiori dipinge il ritratto di un calciatore maturato attraverso sfide e delusioni. La sua evoluzione all’Arsenal dimostra quanto conti l’ambiente giusto, mentre le riflessioni sul calcio italiano offrono spunti critici. La finale di Champions rappresenta il coronamento di un percorso che, dalle amarezze con l’Italia, lo ha portato a diventare protagonista in Europa.
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